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I tuoni del Messico. Racconto di Sofia Maltempi

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Navigavo nell’Oceano Atlantico, sarà stato il 1714, per arrivare nei mari del Messico. Sulla nave mi sentivo viva, sulla “Schizzo”, come il corsaro Sant Laurent l’aveva chiamata.


Il corsaro era stato un fedele amico di mio padre e, dopo la sua morte, mi aveva trattato come se fossi stata sua figlia.

Il primo ufficiale gridò:

Marie, stiamo raggiungendo il golfo!”.

La mia meta era il Messico per un valido motivo: mia sorella Adele era stata rapita, 4 anni orsono, dal governatore di Santa Rosa, per appropriarsi dei suoi possedimenti ai Caraibi, donati a noi da un grande e valoroso corsaro: nostro nonno.

Mancavano forse tre giorni all’arrivo sulle coste del Messico, quando un filibustiere, Van Miltz, di origine tedesca, urlò:

Il cielo s’incupisce, signor Sant Laurent, le nuvole sono colme di pioggia ed il vento, proveniente da Meridione, ci spinge verso Nord. E' in arrivo una tempesta!”.

Io mi metterò al timone, voglio abili uomini nella batteria, in caso di bisogno; Marie, tu vai sottocoperta”

Ma signor Sant Laurent, una semplice tempesta la spaventa?”

Marie, ragazza mia, è in arrivo un uragano, io voglio che in ogni evenienza tu sia al sicuro. Van Miltz accompagnala nella sua stanza”.

Il filibustiere mi prese sottobraccio e mi accompagnò nella camera, dove mi fece sedere sopra le bianche lenzuola:

Vado sul ponte signora” e si allontanò.

Sentivo le gocce furiose che battevano sul legno. Mi distesi sul letto quando una scossa improvvisa mi fece balzare bruscamente e caddi sulla moquettes.
La “Schizzo” oscillava continuamente. Le candele si spensero improvvisamente. Allora corsi fino al comò di legno scuro e presi alcuni fiammiferi dal terzo cassetto. Riaccesi le candele e mi sedetti nuovamente. Sentivo alcune urla:

Primo ufficiale arriva un’onda!” oppure “Capitano c’è una falla!”.

La nave si dimenò, provocando un rumore alquanto inquietante. Aprii la porta della stanza e percorsi un lungo corridoio verso la batteria della nave. Cominciai a sentire alcuni tonfi e rumori forti, poi:

Signor Sant Laurent, un pezzo di batteria si è lesionato!”.

 

 

Cominciai a correre. Una parte di batteria non si era lesionata: stava rotolando da una parte all’altra della nave, danneggiando le fiancate. Era grave. Vidi poi il Corsaro arrivare. Era sconvolto. Mi prese da sotto le gambe e mi riportò in stanza, senza dire una parola, mi guardò, uscì e chiuse la porta avviandosi alla batteria. Il rumore delle onde, quello della falla, che nonostante il lavoro dei carpentieri faceva ancora entrare acqua, sommato al rumore di quella parte di batteria che rotolava… le mie orecchie quasi diventarono sorde. In un momento di calma mi addormentai. Un grido mi svegliò:

Marie! Marie!“ Era il signor Sant Laurent: “Marie dobbiamo abbandonare la nave, alcuni miei conoscenti di Maracaibo ci sono venuti in soccorso, la nave non sopporta più le falle”. Mi alzai e mi avviai verso il ponte. Tutti e 103 gli uomini della nave calarono le scialuppe. Un rumore assordante venne seguito da un grande balzo della nave che venne capovolta. Mi ritrovai in mare. L’acqua mi sommerse e svenni. Sentivo il rumore delle onde e l’acqua che pesava sul mio petto. Delle braccia mi presero e l’acqua passava veloce sui miei fianchi. Sentii l’aria e poi il legno sotto ai miei piedi. Ero sulla nuova nave. Van Miltz mi teneva:

Signora! Signora mi sente?”

Sono qui” dissi:

Andiamo a prendere Adele”

Fummo in poco tempo a Santa Rosa. I filibustieri assalirono il palazzo. Arrivammo in una grande sala, il governatore era lì. Il corsaro Sant Laurent si mise dinanzi a tutti:

Dov’è la signora?”

I suoi possedimenti sono troppo importanti per me “. Il corsaro, rosso di rabbia, rese visibile la sua sciabola. Il governatore schivò il colpo e si armò. Cominciò una lunga lotta anche tra gli uomini del governatore ed i filibustieri. Mi stancai, mi avvicinai al governatore, che non mi vide, sfilai la sciabola e con un colpo secco tranciai il suo braccio, lui cadde a terra. Strappai una chiave dal suo collo e aprii una stanza dove trovai Adele.
Aspettavamo solo il ritorno. 

Racconto di Sofia Maltempi, classe I G Scuola Media Domodossola 

Ultimo aggiornamento (Domenica 07 Maggio 2017 08:08)

 

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