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Il passato di Premia nell'intervista della Scuola Primaria.

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PREMIA - I bambini e le bambine della scuola primaria hanno realizzato, lunedì 12 dicembre, un'intervista a quattro donne di Premia

su come vivevano le persone del paese quando loro erano bambine (nel periodo tra gli anni '30 e gli anni '50), ecco le risposte delle signore: Pierina (91 anni), Giuseppina (anni 92),  Dina (anni 95), Liviana (68 anni).

A scuola dovevate andare a piedi?

Sì. Chi abitava a Cadarese doveva andare a scuola a San Rocco, mentre da Piedilago e da Pioda si veniva a piedi fino a Premia.

Che giochi giocavi con i tuoi amici?

C’erano pochi giochi quando noi eravamo piccole: si giocava a salta la corda e campana con i numeri scritti per terra e con un sassolino.

Quale gioco ti piaceva di più?

Di giochi, come abbiamo detto, ce n’erano pochi: c’erano le rape, si faceva  un buco e ci si faceva passare un filo e poi giocavamo a tirarle, oppure con un ramo di un salice giocavamo come se fossero delle carriole. I nostri genitori ci preparavano le pigotte  di pane per giocare perché non c’erano le Barbie: per le bambine erano a forma di bambola e per i bambini a forma di galletti.

Che cosa vi regalavano per  Natale?

Due mandarini, un biscotto, fichi secchi e spagnolette. Non c’era Babbo Natale a quei tempi c’era solo la Befana.

Quali materie studiavate a scuola?

C’era solo l’italiano, storia, matematica. Anche noi venivamo in questa scuola ma non era così bella.

Come era la scuola?

C’erano solo quattro classi, poi è stata messa anche la quinta. C’erano i banchi con il calamaio  con dentro l’inchiostro e la penna non era cancellabile e non c’era la cancellina. L’inchiostro era una cosa nera liquida e quando si sbagliava si tirava su una riga e si scriveva sopra la parola giusta.

Quante ore restavate a scuola?

Dal mattino alle nove fino a mezzogiorno e dalle due alle quattro del pomeriggio. Il giovedì era vacanza, ma si andava a scuola il sabato mattina. C’era il sabato fascista e i ragazzi facevano le marce.

Quando eravate bambine avevate la televisione?

No, no, no, no… avevamo solo la radio, la televisione è arrivata nel 1963. A Pioda c’era un solo signore che aveva la televisione e tutti i bambini andavano a vedere Topo Gigio a casa sua, dopo essere andati in latteria.

Come aiutavate i vostri genitori nel lavoro?

A sette anni cominciavamo già a lavorare: Giuseppina aiutava in negozio, nella coperativa, ma non arrivava  al bancone della pesa e allora le avevano messo uno “schiagn” cioè uno sgabello. Si aiutavano i genitori nella campagna, a pascolare le mucche.

Com’era  Rozzaro  quando eri bambina?

C’era tanta gente, le famiglie erano molto numerose, ogni famiglia aveva cinque figli ed eravamo circa cinquanta persone nella frazione.

C’era il frigorifero nelle  case?

No, non c’era ma c’era la ghiacciaia nel paese, dove il macellaio metteva la carne, si chiamava Antonio Minoli. Il ghiaccio lo andavano a raccogliere con le carriole.

Che cosa si mangiava il giorno di Natale?

Si mangiava il bollito con le patate, un salamino per cinque persone e pane.

Com’era Premia quando eravate piccole?

C’erano due negozi: il panettiere e la cooperativa. C’era il forno dove cuocevano un quintale di pane al giorno. Le famiglie erano molto numerose, alcune erano composte da undici persone.

 

Che cosa mangiavate più spesso?

Al mattino caffè e latte, a mezzogiorno castagne, pane e noci, la sera minestra con il latte, formaggio. Mia nonna tagliava le rape a fette, poi le faceva essiccare e si mangiavano durante l’inverno. La vigilia di Natale si doveva digiunare fino a sera, ma mio zio che era affamato un anno ha spostato le lancette dell’ora avanti per cominciare prima la cena.

Che cosa facevate nel tempo libero?

Non c’era molto tempo libero, solo una mezz’ora dopo pranzo e giocavamo a saltare la corda.

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 21 Dicembre 2016 14:22)

 

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