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Bullismo sui social. Prima di postare, pensa!

casetti scuola preglia

PREGLIA: Dalle scuole "Casetti" di Preglia è arrivato alla nostra redazione un altro interessante articolo scritto dai ragazzi e dalle ragazze.Lo pubblichiamo, come sempre, con grande piacere, è bello ascoltare ciò che hanno da dire le generazioni del 2.0 su temi importanti quali il cyberbullismo ad esempio.

 

Fine novembre in una scuola media di Parma. C'era una volta un bambino di nome Alessio (nome di fantasia). Era un bambino normale come tanti, non vedeva l'ora di iniziare le scuole medie, ma non sapeva che c'era un mostro che lo attendeva dietro la porta dell'aula. Però il mostro non era un drago o un orco: aveva la faccia del suo vicino di banco, la persona di cui Alessio si fidava e non avrebbe mai pensato che potesse fargli del male. Il mostro aveva creato un gruppo-classe su whatsapp ed ha iniziato a insultare Alessio pesantemente. Alessio si sentiva male al punto di non volere più andare a scuola. I genitori l'hanno riferito al Preside. Il Preside ha fatto una scelta difficile: ha pubblicato gli insulti su Facebook. Ma perché l'ha fatto? Secondo lui se «è normale che dei 10-11enni non comprendano la gravità di quello che dicono, gli adulti invece devono aiutarli». Lo scopo del Preside era far conoscere a tutti quello che era successo e aprire un dibattito. Un intervento perciò andava fatto. Ma Facebook è il luogo adatto per parlarne? «Me lo sono chiesto anch’io – ha risposto - Poi ho deciso che il messaggio “fate attenzione a quello che fate quando siete sui social” non sarebbe stato abbastanza. Non questa volta. Serviva uno strumento potente, che aiutasse tutti a rendersi conto della gravità del fenomeno».

Ma succede solo a Parma? Purtroppo no succede anche da noi. Le persone alcune volte sono molto cattive con le altre senza alcun motivo. In certi casi scattano vendette incrociate e ci si insulta a vicenda con parole che lasciano ferite profonde. Bisognerebbe pensare prima di postare, le parole possono far male e una persona può andare incontro a gravi problemi. È assurdo che i social, che sono nati per facilitare la comunicazione, vengano usati per fare violenza.

Elisa Margadonna, Verdiana Pratini, Alessandra De Meo

Ultimo aggiornamento (Domenica 07 Febbraio 2016 17:01)

 

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