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EXPO: un evento internazionale che ha fatto discutere i ragazzi di Preglia

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PREGLIA - Un interessante articolo inviato alla nostra redazione dai ragazzi e dalle ragazze del laboratorio di giornalismo della scuola media di Preglia. Siamo lieti di pubblicarlo per loro e facciamo i nostri complimenti alla professionalità di questo gruppo e alla loro insegnante, Antonella Spagnuolo.

 

A Milano dal 1° maggio al 31 ottobre si è tenuto l'evento più importante in Italia: l'Expo. Ma che cos’è l’Expo? E’ un’esposizione universale in cui gli stati mettono a confronto i loro progressi tecnologici e scientifici.  La prima di queste esposizioni si è tenuta a Londra nel 1851 da allora questo evento internazionale si è ripetuto molte volte. A Milano ha  avuto molto successo, visto l’altissimo numero di persone che l’hanno visitato: più di venti milioni!  Chissà se la prossima esposizione universale, che si terrà ad Astana in Kazakistan nel 2017, avrà lo stesso riscontro?

Quest’anno Expo aveva come tema  "Nutrire il pianeta. Energia per la vita" .

Tutti gli stati del mondo si sono ritrovati a Milano per affrontare un problema di vitale importanza: come garantire nei prossimi anni a miliardi di persone un livello di nutrizione sufficiente? Bisogna sapere infatti che morire per fame è una realtà in molte parti del mondo.

La questione si intrecciava ad un'altra necessità del nostro pianeta: impegnarsi per un uso sostenibile dell’energia.  Insomma, a Milano è andato in scena il nostro futuro.

Ma è stato davvero così?  Che impressione hanno avuto i ragazzi della nostra scuola che l’hanno visitato? Abbiamo intervistato alcuni alunni delle classi terze che, dopo aver svolto nell'anno precedente un approfondito lavoro sui temi dell'Expo, si sono recati a vedere l'esposizione.

D. Quando siete andati? E con chi?

R. Il 15 ottobre tutti gli alunni di terza sono andati all'Expo, accompagnati dai loro insegnanti.

D. Che padiglioni avete visitato?

D. Vi sono piaciuti tutti?

R. No, non ci sono piaciuti tutti. E' stato interessante quello dell’Egitto in cui c’era l’oculus rift, cioè una riproduzione virtuale di un viaggio in barca molto realistico con effetti sonori e spruzzi d’acqua. Gli altri erano poco significativi: da ciò che si poteva vedere, non abbiamo capito molto di quei paesi. In un padiglione, per esempio, erano esposti cibi tipici, ma erano di plastica.

D. Avete potuto provare cibi nuovi, diversi dalle nostre tradizioni?

Si, alcuni di noi sono andati a mangiare nel padiglione turco e in quello irlandese; qui abbiamo assaggiato un panino con prosciutto e miele molto buono; in Qatar abbiamo provato uno yogurt molto aspro.  Ma non c'è stato molto tempo, inoltre tutti i cibi costavano parecchio.

D. Sembra che non siate stati molto soddisfatti; qual è stato l’aspetto più critico?

Innanzitutto gli orari: per entrare  nell'area Expo abbiamo fatto la fila; poi per entrare nei padiglioni bisognava fare code interminabili, tanto che alcuni padiglioni erano inaccessibili perchè prevedevano attese di ore e ore.  Il tempo passato nei padiglioni è stato minimo in rapporto al tempo passato in coda.

Un altro aspetto negativo secondo noi è il fatto che non fosse molto chiaro il tema dell'Expo; i padiglioni che abbiamo visitato lo trattavano in modo superficiale.

Per i ragazzi di terza il giudizio è categorico: “Tutto fumo niente arrosto” hanno detto. Altre persone hanno invece apprezzato la visita all'Expo, soprattutto se sono riuscite ad andare nei periodi meno affollati; per loro è stato interessante venire a conoscenza di ciò che ogni stato aveva voluto mostrare delle proprie tradizioni e del proprio paese. Di certo è stato un evento che ha avuto risonanza mondiale e ha portato buona fama all'Italia che l'ha organizzato.

Jacopo Laurini e Nicolò Gianoglio.

Ultimo aggiornamento (Sabato 16 Gennaio 2016 15:01)

 

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